• Home
  • Aste
  • Asta 32
  • 22 Piatto a larga tesa, cavetto stretto e fondo, con appoggio ...
<< Lotto 21 - Piatto a ...   Lotto 23 - Donna con ... >>

Lotto 22 - Asta 32



Piatto a larga tesa, cavetto stretto e fondo, con appoggio appena incavato. Maiolica dipinta in bianco, verde e giallo: nel recto, tesa a festone fogliato che delimita decorazione “bianco su bianco”; margherita al centro da cui partono i petali a raggera; verso: anepigrafo.
Ø cm. 21; h. cm. 4,7.
Cond.: ottime. Prov.: collezione ITALIKA: inv.n. M273. Bibl. Gardelli 1999, pp. 214-215, n.99. Catalogo Asta Porro & C. n. 26, 16/5/2006, lotto18. URBINO, bottega di Giovanni Antonio di Pietro o di Francesco della Carduccia; sec. XV - XVI.
Il bellissimo ed elegante piattello conduce all’ambito urbinate fra la fine del secolo quindicesimo e agli inizi del sedicesimo, in un ornato delicatissimo che fu definito dal durantino Piccolpasso “a soprabianchi”, dichiarandolo inoltre “uso urbinato”. Recenti ritrovamenti di ceramiche durante i lavori nella volta del “Salone del Trono” del palazzo ducale dei Montefeltro in Urbino hanno permesso di ricostruire un piatto con decoro “bianco su bianco” con simile corolla di margherita (Giannatiempo Lopez 1997, n.24). Anche il festoncino di tipologia robbiana si trova identico in vari reperti dalla città che si datano, dalle monete e dal contesto generale, fra la fine del ‘400 ed i primi decenni del ‘500 (Gardelli 1985, 2.14, p.667). Riteniamo pertanto che il piattello sia opera della bottega di Giovanni Antonio di Pietro detto Malacarne, autore nel 1491 del pavimento Barozzi nel Vescovado di Padova, dove appaiono simili stilemi decorativi (Gardelli 1993, II). Il piattello si situa agli inizi di questa tipologia, in un decoro elitario di grande bellezza, ancora memore della raffinata eleganza dei motivi rinascimentali quattrocenteschi.


Offerte

Stato lotto:
Asta chiusa