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Lotto 26 - Asta 32



Piatto a piccola tesa ricurva, breve ingiro, cavetto e appoggio appena incavato. Maiolica dipinta in policromia: recto istoriato, “San Bartolomeo entro paesaggio”; verso: anepigrafo.
Ø cm. 21,5, h. cm. 3,5.
Cond.: ottime. Prov.: collezione ITALIKA: inv. n. M285. Bibl.: Gardelli 1999, pp. 218-219, n. 101. Catalogo Asta Porro & C. n. 26, 16/5/2006, lotto19. URBINO, Nicola di Gabriele Sbraghe; 1521 – 1528.
Il bellissimo piattello con S. Bartolomeo trae ispirazione da un disegno di Raffaello per la serie degli “Apostoli”, incisa prima da Marco Dente e poi dal Raimondi (Bartsch XIV, 64-7). Ripreso in controparte, il Santo è visto nell’atto di presentare il simbolo del suo martirio, la spada, che tiene con la mano sinistra. L’ampio mantello avvolge il corpo, come nella stampa, dalla quale deriva anche il modo di rendere i capelli a ciocche scompigliate, come mosse dal vento. E’ un particolare che alcuni artisti del primo istoriato traggono direttamente da Raffaello. Della stessa serie è una maiolica con “San Girolamo” attribuito a Nicola (Cioci 2001, fig.3) e il piatto al Museo Civico di Pesaro con “San Giuda Taddeo”. Per la datazione, si veda la “Santa Cecilia” del 1528 al Bargello e il tondo pure datato al 1528, al VAM (Rackham 1940, n. 619). Tuttavia il piattello, ottenuto per puro disegno colorato, con un’unica figura che campisce lo spazio in un paesaggio dominato essenzialmente dall’azzurro e dal giallo dorato e dal nero, con grande finezza di tratto, lo avviciniamo maggiormente alla famosa coppa dell’Ermitage, con figura di Re, datata 1521 (Cioci 2001, fig.1; Ivanova 2003, n.29).


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