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Lotto 50 - Asta 32

Stima:
12.000,00-15.000,00 EUR
Base d'asta:
10.000,00 EUR
Offerta attuale:
10.000,00 EUR
Numero offerte:
1


Ovale in terracotta ad altorilievo con la “Sacra Famiglia”, inserita nell’Ottocento in cornice lignea ottagonale nera con fascia color oro, che attornia una larga fascia in pastiglia nera ad imitazione di una muratura, con scritta color oro a leggero rilievo: “Tomaso Amantini 1600 anno fece”. Recto: Madonna con in braccio il bambino, a sinistra S. Anna e a destra San Giuseppe; in alto tre angioletti in diversa posa; nel verso la scritta in leggero graffito prima di cottura: “Tomasso Amantini / d’Vrbania F 1600 / ne largila. [la data è stata graffita posteriormente].
Terracotta: cm.16 x 14; h. cm. 3; cornice: cm. 31,5 x 29,5.
Cond: ottime; nel verso minima mancanza nel biscotto. URBANIA, scultore,Tomasso Amantini; sec. XVII, metà e terzo quarto.
Rarissima opera in terracotta firmata dallo scultore Tomasso Amantini (Urbania, 1625 – 1675), il quale, tenuta per alcuni anni vaseria in patria, emigrò a Roma dove lavorò presso Ercole Ferrara in scultura, particolarmente di stucco, come di moda al suo tempo. Tornato in Urbania, ha lasciato in chiese marchigiane molte opere importanti, quasi tutte in stucco. Tuttavia, data la precedente esperienza come vasaio, ha lavorato anche in terracotta, seppure in minor numero di esemplari. E’ quindi assai interessante l’ovale con la “Sacra famiglia”, che possiamo ipotizzare, con qualche attendibilità, essere stata mostrata nel 1675 in Urbino ai confratelli della Compagnia del SS. Crocifisso detta "della Grotta", che desideravano un bassorilievo in terracotta con una “Natività”; ma l’artista non poté portarlo a compimento, essendo morto poco dopo. Anche se la “Sacra Famiglia” si discosta, seppure non troppo, dalla “Natività”, secondo la tradizione antica, il presente può considerarsi come esempio mostrato per questa ordinazione. La tradizione della terracotta nel territorio urbinate è di antica data, e la scultura, dell’Amantini, tanto desiderata, sarebbe stata unita ad altre opere importanti in terracotta, che ancora oggi si ammirano nell’oratorio della Grotta. Citiamo il “Compianto” a figure intere della bottega riminese di Benedetto Coda fra ‘400 e ‘500 (Pasini 2015, pp. 34-37). L’importanza dell’ovale dell’Amantini oltre che per la bellezza e la perfezione scultorea, è data anche dalla firma autografa nel retro. Probabilmente nell’Ottocento, persa la memoria esatta della data di nascita dell’artista, sempre noto ed ammirato come scultore, qualcuno pensò di salvare l’opera immettendola in una cornice, segnando il nome dell’autore, ma graffiando nel retro la data “1600” per indicare complessivamente il secolo in cui operò.



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