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Lotto 1 - Asta 39

Stima:
6.000,00-7.000,00 EUR
Base d'asta:
6.000,00 EUR
Offerta attuale:
0,00 EUR


Piatto con larga tesa e cavetto a fondo piano, entro cornice lignea ottagonale sagomata, dipinta in nero con orlature dorate

Maiolica dipinta in policromia: nella tesa, in alto Stemma Gaudiosi - Mirti, e in basso mascherone; ai lati serti floreali sostenuti da putti; in cavetto figura allegorica della Concordia con corona di mirto e mazzo fiorito fra le braccia.
Ø cm.24.
Cond.: ottime.
CASTELLI, Carlo Antonio Grue, sec. XVII, fine
Il piatto faceva parte di una serie molto ampia di maioliche da pompa, commissionata da Matteo Gaudiosi, di nobile famiglia originaria di Napoli. Nato da Giambattista Gaudiosi e Beatrice Spina, si era trasferito a metà circa del ‘600 su richiesta del Mendoza in Abruzzo, come governatore; qui sposò la nobile Dorotea Mirti, originando lo stemma così partito: a sinistra l’arme Gaudiosi “d’oro a due fascie di rosso, caricato da due pesci d’argento contranatanti”, a destra lo stemma Mirti “d‘argento al mirto di verde posto sul medio più alto di tre monti dello stesso con due leoni al naturale controrampanti al fusto e moventi dalle cime laterali sopra una campagna d’argento con tre bande per inchiesta”. La figura allegorica è un chiaro omaggio alla sposa Dorotea; liberamente ispirata alla “Concordia” dalla Iconologia di Cesare Ripa (1593), sta ad indicare quanto fra gli sposi sia necessaria la concordia. Il ductus pittorico molto curato, con delicata cromia assegna il piatto allo stile di Carlo Antonio Grue all’inizio della sua carriera. Infatti, considerando che il primo figlio, Giambattista Gaudiosi, nacque nel 1698/99, il matrimonio dovette sicuramene essere fatto prima; quindi il piatto, si colloca ancora nel Seicento.


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