Lotto 72 - Asta 46 – Arte Antica – Roma - 16 Maggio 2018

Stima:
60.000,00-80.000,00 EUR
Base d'asta:
60.000,00 EUR
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Domenico Corvi (Viterbo, 1721 - Roma, 1803)

Santa Timotea tra i santi Francesco d'Assisi, Giovanni Battista e Giovanni Evangelista
Olio su tela, cm 228x152. In prima tela
Il dipinto reca un’etichetta antica al retro "DOMENICO CORVI PINXIT/ROMA 1733".

Questa mirabile tela rappresenta un gruppo di santi che meditano e contemplano sul mistero della morte di Cristo e sulla triplice natura di Dio. In alto, infatti, alcuni angeli sorreggono il corpo esanime di Cristo, mentre Dio Padre fissa il figlio morto con le braccia aperte in un amorevole gesto di accoglienza. Il riferimento al mistero della Trinità è esplicitato dalla presenza della colomba, simbolo dello Spirito Santo. Nel registro inferiore sono dipinti i santi Giovanni Evangelista, Giovanni Battista e Francesco, e al centro la martire Timotea con la palma stretta nella mano destra, il cui nome è riportato sulla tavoletta retta da un angelo ai suoi piedi.
Questa tela superba fu dipinta dal grande pittore viterbese Domenico Corvi e destinata all’altare maggiore della chiesa dei Ss. Francesco e Timotea, costruita accanto al Palazzo di campagna della famiglia Antonelli a Brugnetto di Trecastelli presso Senigallia. È lo stesso Corvi che documenta in una sua lettera, datata 1752, la frequentazione dell’accademia romana del conte Bernardino Antonelli, giovane nipote del cardinale Nicola, trasferitosi da Senigallia a Roma per intraprendere gli studi. Fu proprio grazie alla protezione del prelato che l’artista romano ottenne numerose committenze, tra cui varie pale d’altare per chiese marchigiane. Il rapporto che legò il Corvi al cardinale Nicola Antonelli è attestato anche da due splendidi ritratti a figura intera, conservati nella Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e nella Biblioteca Antonelliana di Senigallia.
In seguito alla morte del cardinale Nicola nel 1767 Domenico Corvi godette della protezione di Leonardo, fratello di Bernardino, che a sua volte ottenne la cappa cardinalizia nel 1775 da papa Pio VI Braschi. Grande appassionato del culto dei santi e delle loro reliquie, l’Antonelli seguì a Roma gli scavi delle catacombe e fu su commissione del cardinale Leonardo che il Corvi eseguì la pala qui in esame nel 1773 – come riportato da un cartiglio antico applicato sul retro della tela originale - in seguito al dono fatto da Benedetto XIV alla famiglia dei resti del corpo della giovane martire romana Timotea, rinvenuto nelle catacombe di S. Callisto. Le sacre spoglie furono trasportate nella chiesa di famiglia a Brugnetto di Trecastelli, dove venne riedificata una chiesa di origine cinquecentesca e dedicata proprio a Timotea e a Francesco d’Assisi.
Domenico Corvi si formò artisticamente a Roma a bottega da Francesco Mancini, imponendosi all’attenzione dei più importanti committenti capitolini con una serie di dipinti che illustrano la posizione di assoluto rilievo assunta dal pittore negli anni di transizione tra il barocco ed il neoclassicismo. Anche in questa tela si scorgono chiaramente i tanti riferimenti alla più nobile tradizione artistica romana, dalla posa michelangiolesca del corpo di Cristo alla citazione marattesca per quanto riguarda la figura mirabile del Giovanni Evangelista di profilo.

Provenienza
collezione cardinale Leonardo Antonelli, Brugnetto di Trecastelli (Senigallia);
per eredità conti Antonelli Castracani, Brugnetto di Trecastelli (Senigallia);
collezione privata, Marche.

Bibliografia
V. Curzi, A. Lo Bianco, Domenico Corvi, catalogo della mostra di Viterbo, Roma 1998, p. 41, fig. 8;
F. Pansecchi, Domenico Corvi, l'apparato della basilica Vaticana del 1767 e San Giuseppe Calasanzio, s.l. 1990;
L. Barroero, Exempla virtutis: pittura storica di Domenico Corvi (1721-1803) e il suo magistero, catalogo della mostra, Roma 2005.





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