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Lotto 64 - Asta 58 - Archeologia

Stima:
180.000,00-250.000,00 EUR
Base d'asta:
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Busto loricato dell’imperatore Adriano
117 - 138 d.C.
alt.. cm 90; largh. cm 73; spessore cm 40
Busto loricato marmoreo raffigurante un personaggio maschile barbato nel quale sono ben riconoscibili i tratti di Publio Elio Traiano Adriano, imperatore romano dal 117 al 138 d.C.
La testa è rivolta verso sinistra, il volto è lievemente allungato e caratterizzato da un’ampia fronte rettangolare. La capigliatura è composta da ciocche ondulate in avanti, arrotolate a formare tre profonde onde che solcano il capo a partire dalla sommità delle orecchie; sulla fronte, terminano riccioli pettinati ed ordinati in un'ulteriore piccola onda. Le sopracciglia sono leggermente contratte e i piccoli occhi sono ravvicinati (all'interno dell'occhio sinistro si scorge un accenno di pupilla incisa). La bocca dalle labbra sottili è inquadrata da baffi che si ricongiungono inferiormente ai riccioli della corta barba, contraddistinta da piccole ciocche regolari che partono dalle basette; inferiormente, due pieghe segnano il passaggio tra la barba e il collo. Le orecchie, non coperte dai capelli, presentano entrambe il solco verticale sul lobo (cosiddetto segno di Frank) che caratterizza la fisionomia di Adriano nota dai ritratti ufficiali e, secondo gli studiosi, possibile indizio di una patologia che affliggeva l’imperatore.
Il busto, realizzato in un unico blocco di bianco greco insulare a grana grossa, insieme al cartiglio conformato con volute laterali e al peduccio modanato su alta base, è vestito da una corta tunica che fuoriesce dalla lorica, a sua volta decorata dal gorgoneion apotropaico con i serpenti ben visibili ai lati della testa di Medusa; il mostro, seppur abraso, mostra un modellato morbido con guance piene e grandi occhi infossati. Sulla spalla destra della lorica si intravede un'applique di forma ovale, originariamente forse decorata da una testa di lupo, caratteristica dei ritratti loricati dell'imperatore. Sulla spalla sinistra, una fibula a rosetta con bottone centrale ferma il paludamentum, che forma un ampio e morbido drappeggio.
L'opera mostra una notevole esecuzione tecnico-artistica nelle proporzioni, nella lavorazione delle ciocche eseguite a trapano e cesello, e nel modellato morbido del volto, caratterizzato da espressione ferma e decisa. Il ritratto trova confronto con l'esemplare conservato ai Musei Capitolini, classificato come appartenente al cosiddetto tipo Tarragona (K. Fittschen, P. Zanker, Katalog der römischen Porträts in den Kapitolinischen Museen und den anderen kommunalen Sammlungen der Stadt Rom, Mainz am Rhein 1985, Band I - Kaiser und Prinzenbildnisse, p. 59), che raffigura un Adriano ancora non idealizzato, secondo la sua prima immagine ufficiale creata subito dopo l’ascesa al trono nel 117 d.C.
L’opera presenta il naso di recente restauro reversibile, e le superfici in stato di conservazione non ottimale; sul retro è presente un gancio di ferro, probabile inserimento posteriore operato per il fissaggio alla parete. Questo particolare tipo iconografico tuttavia è rappresentato solo dal busto capitolino, di misura molto minore del vero, che è giunto fino a noi purtroppo mutilo e con forti rilavorazioni di epoca rinascimentale e moderna: data quindi la rarità di opere ascrivibili allo stesso tipo ritrattistico, la particolare integrità dell’opera proposta al pubblico incanto assume ancora più eccezionalità.
PROVENIENZA
Conservato in un casale abruzzese dal XVII secolo; relazione dello stato di conservazione e progetto di restauro a cura di Maura Masini; dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato (D.C.R.P.C. Veneto del 17.07.2017).


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